Implantologia zigomatica

Gli impianti zigomatici sono una tipologia di impianti dentali che vengono utilizzati in caso di graviatrofie mascellari e in quelle persone che hanno subito un riassorbimento dell’osso mascellare (l’osso del cranio dove è “saldata” l’arcata dentale superiore).

L’atrofia dell’osso della mascella è dovuta alla perdita dei denti sia per cause traumatiche che fisiologiche, questa perdita ossea si accompagna inoltre all’atrofia dell’osso alveolare che dovrebbe tenere uniti i denti alle arcate dentali.

Infatti dopo la perdita dei denti si verifica un processo fisiologico di riassorbimento di tutti i tessuti che sostengono i denti provocando l’atrofia ossea che rende impossibile il normale posizionamento di un impianto dentale standard.

L’atrofia ossea si può verificare sia per la perdita di un solo dente, sia quando il paziente soffre di edentulia totale ovvero la mancanza di tutti i denti.

Gli impianti dentali zigomatici permettono a chiunque di poter ottenere dei denti fissi, anche in casodi grave carenza ossea, grazie a questo particolare tipo di impianto infatti la struttura di sostegno viene fissata in diagonale direttamente nell’osso dello zigomo: da qui il nome impianti dentali zigomatici.

Gli impianti zigomatici possono essere utilizzati da soli con tecnica mono laterale, oppure nel numero di quattro (due impianti per zigomo) con tecnica QUAD o con tecnica mista in associazionecon impianti tradizionali da inserire nella regione della pre-maxilla o in associazione con impianti pterigoidei da inserire nella regione omonima pterigoidea.

I primi studi clinici, risalenti agli anni Novanta, sono stati effettuati su pazienti che, operati per maxillectomie in esiti di patologie tumorali, venivano riabilitati con impianti zigomatici.

La letteratura scientifica ha mostrato sin da allora una sopravvivenza implantare zigomatica comparabile a quella degli impianti di lunghezza tradizionale. Tale risultato, particolarmente incoraggiante, ha determinato un aumento del suo utilizzo anche nell’ambito delle riabilitazioni implanto-protesiche della moderna chirurgia orale.

Dall’implantologia post-oncologia si è passati, infatti, a utilizzare gli impianti zigomatici anche per risolvere atrofie di grado severo e medio-severo (classi VI-V-IV di Cawood e Howell), patologie malformative e rare sindromi come la displasia ectodermica che determinano quadri di edentulia e marcata atrofia fin dall’adolescenza.

Tra le principali indicazioni dell’implantologia zigomatica vi è, inoltre, la riabilitazione in esiti di fallimenti ricostruttivi ossei. Le condizioni anatomiche di mascellari già chirurgicamente trattati, infatti, non consentono spesso ulteriori tentativi rigenerativi ossei e pertanto viene indicata, con sempre maggior decisione, l’implantologia zigomatica come risoluzione primaria.

Così come la moderna implantologia tradizionale prevede, a monte, uno studio prima protesico e poi implantare, anche l’implantologia zigomatica necessita di una progettazione protesica precedente all’atto chirurgico. Infatti, la posizione degli impianti zigomatici non viene determinata solo secondo le disponibilità ossee, ma anche considerando le necessità protesiche.

Il corretto posizionamento degli impianti zigomatici rispetto al progetto protesico è determinato da una dima di chirurgia guidata che possiede boccole e binari che guidano step by step i passaggi di frese e di inserimento dell’impianto.
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